Un indesiderato flusso di coscienza

12 novembre 2008 alle 12:33 pm | Pubblicato in Non catalogati | 2 commenti
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Oggi mi sono sorbito un ora e mezza di telefonata da parte di un cliente. Il cliente non sapeva perché mi chiamava, non sapeva cosa chiedermi, non sapeva cosa stava dicendo.

Wiki docet: ”Il flusso di coscienza è una tecnica utilizzata nella narrativa; consiste nella libera rappresentazione dei pensieri di una persona così come compaiono nella mente, prima di essere riorganizzati logicamente in frasi”.

Ora mi chiedo: perché quando i clienti chiamano mi devo sorbire il loro flusso di coscienza? Perché questi organismi pretendono una risposta logica, coerente, precisa, ad un flusso illogico e sconsiderato di parole e pause? Forse prima di diventare “clienti” si deve essere lobotomizzati?

2 commenti »

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  1. Come sei critico, loro vogliono renderti partecipe dei loro pensieri, così come li stanno formulando :P

  2. In realtà… loro sapevano benissimo perché ti chiamavano (prima di alzare la cornetta), ma il problema è che quando l’hanno alzata il cervello dell’ut(o)nt(o) (se vuoi puoi trasformare le ‘o’ in ‘e’ :P ) è andato in crisi mistica perché non sapeva come spiegare a te il suo problema :)

    cheers


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