Riflessioni sugli edifici abbandonati
4 gennaio 2009 alle 11:25 am | Pubblicato in politica | 3 commentiEtichette: abbandono, cestovia, luoghi abbandonati, ovovia abbandonata, recupero, riutilizzo, seggiovia abbandonata
Recentemente su Repubblica è comparso un articolo si numerosi impianti di risalita (per lo sci) abbandonati in Italia. Considerando i tanti “mostri” di varia natura (abitazioni, strutture industriali, etc) presenti sul territorio mi chiedo se non fosse possibile modificare la vigente normativa sulle concessioni edilizie per evitare che immobili possano essere lasciati in abbandono?

Perché non dare definizione giuridica di “stato di abbandono” e definire un iter con cui l’immobile diventi res pubblica per poi destinarlo ad altro uso?
Se il compito dello Stato, attraverso le sue leggi, è la tutela dei cittadini (tutela intesa in senso lato) e quindi anche la promozione delle legettinime iniziative di ciascuno, perché non permettere un rapido riutilizzo delle strutture dismesse?
Considerando poi che molti di questi immobili:
- possono essere contaminati da varie sostanze tossiche;
- possono costituire pericolo per la mancata manutenzione (se un’ovovia abbandonata cade in testa al contadino che lavora il prato sottostante?);
- possono costituire pericolo per l’equilibrio idro-geologico del territorio;
- potrebbero essere riutilizzati riducendo così la cementificazione del territorio.
penso sia utile e necessario un intervento del legislatore in merito.
3 commenti »
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Voci e commenti feed.
Direi che l’idea non è male: dopo 15-20 anni un immobile “dimenticato” potrebbe (dovrebbe?) ritornare allo Stato allo stesso modo dei conti correnti “fermi” e abbandonati da 10 anni.
Poi si può discutere se concedere una sorta di ultimatum ai proprietari e/o come scegliere il destinatario finale del bene, ma un buon primo passo è comunque sottrarlo all’abbandono.
Ciau!
JP
Comment by jp— 5 gennaio 2009 #
Già, anche se credo che il discorso sia TUTT’ALTRO che BANALE.
Comment by (Lady).Chobin— 12 gennaio 2009 #
Ma proprio perché è tutt’altro che banale che deve essere fatto!
Comment by Marco d'Amico— 12 gennaio 2009 #