Braccia rubate all’agricoltura
30 giugno 2008 alle 11:38 am | Pubblicato in Non catalogati | Lascia un commentoEtichette: amore, bea, fatica, fienile, fieno, Lavoro, marco, montagna, stalla, vigilio
Questo fine settimana sono stato da Beatrix. È stato un duplice piacere andare a s. Vigilio: potevo rivederla e allo stesso tempo rinfrescarmi. Ho così potuto vedere la stalla nuova (la prima stalla in cui entro e non c’è nemmeno puzza!), giocare a fotografare galline, caprette (che si mettevano pure in posa!) e quant’altro mi capitasse a tiro. Poi, il sabato, la sorpresa: si fa il fieno! Ok… da tempo mi ero offerto di dare una mano alla prima occasione ma segretamente confidavo nel fatto che qualche misteriosa congiunzione astrale mi impedisse di mantenere la promessa fatta. Sabato di quella congiunzione astrale non si è vista nemmeno l’ombra e così mi sono calato nei panni del bracciante agricolo. Ora, il praticello da cui si doveva tirare su il fieno non era tanto grande e nel vederlo mi sono detto: dai, un paio d’ore ed è fatta. Poi le due ore sono diventate sei!
La cosa è stata piuttosto divertente: Beatrix mi riprendeva perché non adoperavo a dovere il rastrello, mentre i suoi parenti lavoravano dal lato opposto del campo, fuori dalla nostra vista.

Ad oggi non ho ancora capito quanto il mio contributo sia stato valido. Tuttavia è stata una bellissima giornata all’aria aperta, in cui ho scoperto molte cose nuove, ho rimediato una bella tintarella e, probabilmente, ho perso qualche etto di ciccia (che non fa mai male). Quindi perché non riprovare?
Un po di foto di quei giorni sono pubblicate qui:La nuova stalla di Bea
Schedare o non schedare? Centralizzare o decentralizzare?
26 giugno 2008 alle 8:56 pm | Pubblicato in Non catalogati | Lascia un commentoUltimamente ha suscitato tanto clamore la proposta di registrare le impronte digitali dei nomadi… Le opposizioni si sono mobilitate gridando “allo scandalo” e ricordando episodi analoghi a opera dei “soliti totalitarismi europei”. Ora… in teoria l’impronta digitale è già prevista… tanto che la carta di identità già contiene un apposito campo. L’idea della raccolta di dati biometrici e la creazione di appositi archivi non è malaccio. Personalmente non mi dispiacerebbe affatto una schedatutra di impronte digitali + dna + schema del volto + cartella clinica di tutta la popolazione. Meglio se una cosa unica europea.
Se fosse disponibile un archivio centrale contenente sia dati biometrici che la cartella clinica di ogni cittadino europeo (e, perché no, anche di chi entra legalmente in europa) si avrebbero effettivamente alcuni vantaggi.
La cartella clinica europea, unica ed accessibile da tutte le strutture ospedaliere permetterebbe di migliorare le cure. Informazioni biometriche permetterebbero una rapida identificazione. E non si tratta di “grande fratello”. si tratta che quando qualcuno è vittima di un evento così grave da non renderlo altrimenti identificabile sia possibile risalire alla sua identità rapidamente per attuare le cure mediche opportune o avvertire i familiari.
Un sistema unico per l’identificazione di chi è presente sul territorio europeo permetterebbe anche una più rapida cattura dei criminali e ridurrebbe i possibili errori giudiziari.
E la privacy? E si… la privacy… ma se sono ridotto a una poltiglia di carne e i medici non sanno che sangue usare per la trasfusione cosa me ne importa della privacy! Voglio che scoprano subito a quale gruppo sanguigno appartengo e mi diano il sangue giusto!!!!! E se a seguito di un così traumatico incidente non fossi in grado di indicare chi sono… ma cosa me ne importa della privacy! Chiamate qualcuno che mi conosce e basta! Ma per farlo servo opportuni strumenti…
Il ricambio generazionale dei docenti
18 giugno 2008 alle 9:07 am | Pubblicato in Non catalogati | 2 commentiTroppi anni fa mi sono iscritto all’università di informatica. Quando mi immatricolai i docenti erano per lo più persone sulla cinquantina con importanti esperienze lavorative nei rispettivi campi. Gli esami non erano affatto facili. Le lezioni erano entusiasmanti perché ricche aneddoti e di riferimenti al mondo reale. Gli argomenti erano presentati con l’occhio di chi ci si era guadagnato il pane per una vita. Seguendo quelle lezioni avevi sempre la sensazione di imparare qualcosa!
Molti di quei docenti si stanno avvicinando alla pensione. Molti altri sono stati allontanati o gli sono stati affidati corsi secondari. “Largo ai giovani!” direbbe qualcuno. Posizione pienamente condivisibile, se i giovani fossero minimamente all’altezza dei vecchiardi che vanno a sostituire!
Proprio questo semestre mi sono trovato a seguire un corso la cui docente era talmente impreparata che mi sembrava di buttare via tempo! Quando un docente universitario, a lezione, deve consultare il testo per svolgere un esercizio di esempio (e sbagliarlo), quando a colloquio è incapace di risolvere i vecchi temi d’esame e deve cercarne “uno simile possibilmente giusto” per rispondere alle domande di uno studente allora si è veramente alla frutta!
Il mio primo Blog
10 giugno 2008 alle 8:38 am | Pubblicato in Non catalogati | Lascia un commentoDopo anni di ricerche e programmi ecco finalmente il mio Blog. Non è il mio primo sito, di siti ne ho fatti diversi. Sono passato dal sito personale al Blog perché cerco un nuovo dialogo con gli altri cittadini di Internet.
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